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Aspetti contributivi e previdenziali

Sia i contributi a carico dei lavoratori a domicilio che le prestazioni previdenziali sono gli stessi corrisposti alla generalità dei lavoratori dipendenti, tranne alcune particolarità legate alla natura del loro rapporto di lavoro.  

A chi si rivolge
Lavoratori a domicilio 

Contenuti e procedure
Contributi
Ai lavoratori a domicilio si applicano le norme vigenti per i lavoratori dipendenti in materia di assicurazioni sociali e di assegni al nucleo familiare, fatta eccezione di quelle in materia di integrazione salariale (cassa integrazione guadagni).  Inoltre per singole zone territoriali sono stabilite tabelle di retribuzioni convenzionali ai fini del calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali.
I contributi a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori sono gli stessi in vigore per la generalità dei lavoratori, con la sola esclusione di quelli per C.i.g. e C.i.g.s.
L'importo dei contributi viene calcolato sull'intero compenso corrisposto. Tale compenso, in ogni caso, non può essere inferiore all'importo corrispondente a sei minimali giornalieri per ogni 7 giorni di commessa.
La determinazione della retribuzione da prendere a base per il calcolo dei contributi di previdenza e di assistenza deve essere riferita al periodo intercorrente tra la data di consegna e la data prevista per la riconsegna del lavoro. Eventuali scostamenti rispetto al suddetto periodo debbono essere esaminati di volta in volta sulla scorta di elementi probatori in ordine alla erronea valutazione del periodo di commessa inizialmente determinato.

Assistenza previdenziale
Infortunio:
Per quanto riguarda l'infortunio e le malattie professionali, sono tutelati tutti quei lavoratori che effettuano attività previste dal Testo Unico degli Infortuni. Al fine della liquidazione completa della indennità di inabilità assoluta al lavoro, il lavoratore dovrà denunciare all'INAIL eventuali altri contratti concomitanti. L'indennità verrà corrisposta per tutti i giorni compresi sabati e domeniche.
 
Malattia:
Si applica la normativa vigente come per la generalità dei dipendenti. Nel periodo intercorrente tra la data di riconsegna del lavoro e la data della nuova consegna i lavoratori a domicilio sono considerati sospesi e pertanto, in caso di malattia, dovranno richiedere il pagamento diretto all'INPS.

Maternità:
Viene applicata la normativa vigente ad eccezione del trattamento economico: si calcola la indennità in base alla media contrattuale giornaliera vigente nella provincia per lavoratori interni con qualifica operaia della stessa industria. Se la lavoratrice riconsegna le ultime lavorazioni nel giorno immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria, il pagamento dell'indennità deve essere corrisposta direttamente dall'INPS.
Al momento dell'entrata in astensione obbligatoria, la lavoratrice deve riconsegnare al committente tutte le merci ed il lavoro affidato anche se non ultimato. L'art.19 del D.P.R. n. 1026/1976 prevede che la lavoratrice deve inviare all'INPS, oltre al certificato medico attestante lo stato di gravidanza, una dichiarazione redatta dal committente dalla quale risulti che sono state effettivamente riconsegnate le merci e il lavoro avuto in consegna (vedi anche circ. INPS n. 134382/1982). Non spettano l'Astensione Facoltativa e i riposi giornalieri.

Assegno per il nucleo familiare
Come precisato dall'INPS con circolare n. 110/1992, ai lavoratori a domicilio devono essere corrisposti 6 assegni giornalieri per ogni 7 giorni di commessa, fino ad un massimo di 26 giornate per ciascun periodo mensile.
Nei casi di commessa di durata inferiore al mese, il numero degli assegni giornalieri è pari al numero delle giornate di effettiva prestazione calcolate proporzionalmente in rapporto al massimo mensile di 26 giorni.

Indennità di disoccupazione
Per la Disoccupazione Ordinaria valgono i requisiti previsti dalla normativa.

La disoccupazione coi Requisiti Ridotti, per i periodi di interruzione dell'attività lavorativa conseguente a mancanza di lavoro, può essere liquidata purchè il lavoratore risulti iscritto nelle liste dei lavoratori disponibili.  Secondo l'interpretazione dell'INPS, i periodi di sosta tecnica, ossia i periodi intercorrenti tra una commissione e l'altra non sono indennizzabili.

Mobilità e CIG
I lavoratori a domicilio sono esclusi dalla applicazione della normativa CIG. L'INPS, con circolare n. 142 del 16 luglio 2001 adeguandosi alla sentenza della Corte di Cassazione n. 106/2001, ha chiarito che anche i lavoratori a domicilio iscritti nelle liste di mobilità e che facciano valere i requisiti e le condizioni dettate dalla L. n. 223/1991 hanno diritto all'indennità di mobilità ai sensi dell'art. 16, comma 1, L. n. 223/1991.

Pensioni
I periodi di lavoro a domicilio sono validi ai fini del raggiungimento dei requisiti per pensioni di invalidità, anzianità, superstiti, vecchiaia.  La discontinuità del lavoro e la precarietà retributiva provocano una riduzione dei contenuti settimanali accreditabili prolungando i tempi di raggiungimento dei requisiti pensionistici.  Per i periodi di interruzione dell'attività è concessa al lavoratore la facoltà di proseguire volontariamente la contribuzione.
 
Principali riferimenti normativi
L. 877/73:
L. 858/80:
Circolare INPS 142/2001
Circolare INPS 164/2000
Legge n. 604/66
Legge n. 300/70 
INPS circ. n. 151/1986;
Legge n. 108/90
INPS circ. n. 114/1996
Mess. INPS n. 3491/1998
Mess. INPS n.5291/2004