Assegnazione mansioni superiori

Si deve ritenere che il lavoratore abbia svolto mansioni "superiori" quando abbia, di fatto, svolto mansioni corrispondenti ad un livello d'inquadramento più elevato rispetto a quello al quale appartiene.

A chi si rivolge
A tutti i lavoratori subordinati.

Contenuti e procedure
Affinché il lavoratore maturi il diritto alla qualifica superiore è necessario che si verifichino determinate circostanze: 

  • E' necessario che al lavoratore siano state assegnate mansioni corrispondenti ad un livello d'inquadramento superiore - non è sufficiente che i compiti richiesti al lavoratore siano "quantitativamente" ulteriori o aggiuntivi rispetto a quelli svolti in precedenza, se tali compiti ulteriori corrispondono al medesimo livello d'inquadramento. 
  • nel caso che il lavoratore eserciti contemporaneamente mansioni appartenenti a più livelli d'inquadramento, le mansioni corrispondenti al livello superiore devono essere quantomeno prevalenti rispetto a quelle di livello inferiore; 
  • i compiti concretamente svolti dal lavoratore devono corrispondere a mansioni inquadrate nel livello superiore non solo rispetto agli atti nei quali essi materialmente si esplicano, ma anche rispetto al grado di responsabilità e di autonomia proprio della qualifica rivendicata.
Inoltre, non è generalmente previsto: 
    
  • che il lavoratore possa invocare il riconoscimento di una qualifica superiore sulla base della sola circostanza che alcuni suoi colleghi con mansioni analoghe si siano visti concedere, come trattamento di miglior favore, una qualifica superiore rispetto a quella che sarebbe loro spettata sulla base del contratto collettivo; 
  • che l'attribuzione di una qualifica superiore a quella precedentemente attribuita sia da sola sufficiente per riconoscere al lavoratore il diritto di inquadramento superiore anche per il periodo precedente l'avanzamento; 
  • che il datore di lavoro il quale abbia indetto un concorso privato tra i dipendenti per decidere quali tra essi abbiano diritto alla promozione possa valutare arbitrariamente gli esiti del concorso stesso; 
  • che l'esistenza di norme contrattuali collettive secondo le quali il datore di lavoro è tenuto ad assegnare la qualifica superiore "per concorso", impedisca al lavoratore di conseguire tale qualifica se ha svolto, di fatto, le mansioni corrispondenti a detta qualifica; 
  • che il lavoratore possa vantare un diritto alla "carriera" se non sono maturati  i     presupposti di fatto che la legge e la contrattazione prevedono per l'avanzamento di qualifica.
Secondo l'art. 2103 del codice civile, nel caso di assegnazione a mansioni superiori il lavoratore ha diritto:
    
  •   al trattamento economico corrispondente al livello d'inquadramento superiore in cui rientrano le nuove mansioni, sin dal momento in cui queste ultime cominciano ad essere svolte; 
  •  all'inquadramento nel livello superiore dopo un periodo continuativo di svolgimento delle mansioni superiori, a meno che tali mansioni siano svolte in sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto.
        
Tale periodo è fissato in: 
    
  • tre mesi per i lavoratori in genere, o nel periodo inferiore eventualmente stabilito dai contratti collettivi; 
  • tre mesi, o nel periodo superiore stabilito dai contratti collettivi, per il riconoscimento dell'appartenenza alla categoria dei quadri o dei dirigenti  (art. 6, L. n. 190/1985).
Trattamento economico
 Il diritto al trattamento economico proprio delle mansioni superiori sorge non appena ed in quanto queste vengono esercitate.
Esistono però delle clausole contrattuali che prevedono le cosiddette "posizioni in addestramento". Queste clausole prevedono la possibilità di assegnare al lavoratore mansioni superiori senza l'immediata attribuzione del trattamento economico corrispondente, ma con una crescita retributiva graduale nel tempo. Ciò si giustifica con l'adeguamento della retribuzione spettante al lavoratore "in addestramento" al progressivo aumento dell'esperienza e della professionalità.

Diritto alla qualifica superiore
Dopo il reale e continuativo svolgimento di mansioni superiori per il periodo prescritto dalla legge, o dal contratto collettivo, il lavoratore ha diritto al riconoscimento della qualifica superiore con le relative conseguenze sul piano economico e normativo, a meno che le mansioni superiori non siano state svolte in sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto. 

Secondo la giurisprudenza:
  • il diritto alla qualifica superiore sorge dopo l'espletamento di fatto delle relative mansioni per un periodo superiore ai tre mesi, a prescindere da diversi accordi intercorsi tra le parti;
  • il periodo di tre mesi previsto dall'art. 2103 cod. civ., come limite massimo oltre il quale il lavoratore matura il diritto al riconoscimento della qualifica superiore non si calcola a giorni, bensì si compie nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale;
         Riguardo i criteri di calcolo:
  • va escluso il periodo svolto per assolvere il servizio militare; 
  • non vanno compresi i periodi di ferie;
  • sono compresi i periodi di malattia.
Ai fini della maturazione del diritto alla relativa qualifica, l'assegnazione a mansioni superiori deve durare ininterrottamente per tutto il periodo stabilito. Il lavoratore non può pretendere né il riconoscimento di tale qualifica né di essere assegnato definitivamente alle nuove mansioni cumulando assegnazioni provvisorie di breve periodo, a meno che tali assegnazioni non siano divenute particolarmente frequenti e sistematiche - specie se ciò dimostra l'intento del datore di lavoro di eludere la normativa sulla promozione automatica del lavoratore.
Ai fini del riconoscimento della qualifica superiore, è sufficiente che il lavoratore abbia svolto, di fatto, le mansioni superiori, a prescindere dal fatto che il datore di lavoro abbia o meno formalmente richiesto o riconosciuto lo svolgimento di dette mansioni, nemmeno se previsto dalla contrattazione collettiva.

Di contro il lavoratore non può invocare il riconoscimento della qualifica superiore nel caso che abbia svolto le mansioni relative contro la volontà del datore di lavoro.
L'assegnazione provvisoria a mansioni superiori può generalmente essere disposta dall'imprenditore senza il consenso del dipendente interessato. Per contro, l'assegnazione definitiva a mansioni superiori (promozione unilaterale) può avvenire solo con il consenso dell'avente diritto.
Prescrizione del diritto al riconoscimento della qualifica superiore e alle differenze retributive
Il diritto del lavoratore all'inquadramento nella categoria superiore per effetto dello svolgimento delle mansioni ad essa corrispondenti, è soggetto all'ordinaria prescrizione decennale, che non essendo stata oggetto della sentenza n. 63/1966 della Corte costituzionale (avente ad oggetto la prescrizione dei crediti di lavoro), decorre anche in costanza del rapporto di lavoro.
     Il diritto alle differenze retributive relative ai periodi durante i quali si sono effettivamente svolte mansioni superiori è soggetto invece alla prescrizione quinquennale che decorre in costanza del rapporto di lavoro, se questo è assistito dalla cosiddetta "stabilità reale"; se, invece, al rapporto di lavoro non trova applicazione la stabilità reale, il termine di prescrizione quinquennale del diritto alle differenze retributive per l'esercizio di mansioni superiori decorre solo dal momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Principali riferimenti normativi
Codice Civile, art. n.2103
art. 6, L. n. 190/1985
Legge n. 604/1966
Legge n. 300/1970
Sentenza Corte Costituzionale n. 63/1966